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Ubuntu 16.04 un anno dopo

Ubuntu è una delle distribuzioni linux più utilizzate, sicuramente una delle più famose tra gli utenti casual, spesso odiata dall’utenza Pro per scelte commerciali, ha comunque il merito di aver introdotto molti utenti al mondo linux e attirato l’interesse di software house e piattaforme imponenti come Steam.

Schermata del 2017-03-16 08-35-22

Perché recensire una LTS ad un anno dal rilascio? Semplicemente perché dopo un anno questa versione è arrivata ad un grado di maturità perfetta, i bug dei primi mesi relativi soprattutto al comparto video son spariti. Il supporto LTS esteso fino al 2021 ne fanno una distribuzione consigliata anche in ambito lavorativo dove non si ha molto tempo per aggiornare le macchine e più che le ultime features si ha bisogno di stabilità.

Parco software: Il vero punto di forza di Ubuntu è che tutto il software di terze parti e professionale è studiato tenendo come distro di riferimento Ubuntu e Red Hat, questo significa installazioni facili e pulite senza dover impazzire con dipendenze non soddisfatte e incompatibilità di sorta.
Il software preinstallato è essenziale, si va da LibreOffice come suite da ufficio, Thunderbird come client di posta, Firefox come browser e Rhythmbox per la gestione della libreria musicale.
Tra le applicazioni migliori consigliate per completarlo sicuramente c’è Gimp (software di editing fotografico), Kdenlive (editor video), Steam per i videogiocatori accaniti,
K3B (software di masterizzazione), VLC (lettore multimediale), Spotify per gli amanti della musica in streaming.
Il software si può installare dal pratico e rinnovato Ubuntu Software che oltre a gestire le applicazioni ci darà la possibilità di controllarne gli aggiornamenti, tutto molto facile per l’utente medio abituato agli Store per Smartphone.

Interfaccia e personalizzazione:
La versione classica di Ubuntu è rilasciata con Unity, uno dei DE più discussi, amato o odiato senza mezze misure, se il viola di Unity e le icone classiche vi avessero ormai stancato potrete provare a tirarne fuori il massimo della personalizzazione installando
Unity Tweak Tool, su siti come Noobslab troveremo una selezione dei migliori temi e set di icone.
L’alternativa è provare altri DE, si va da Mate a Cinnamon passando per GNOME c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Questo è il mio desktop giusto per farvi un esempio:
LINUX UBUNTU 16.04

Conclusioni: Il panorama Linux ormai è pieno di distribuzioni, molte sono Ubuntu based, per alcuni utenti “pro” Ubuntu non è neanche Linux solo perché rende tutto facile e allontana dall’utilizzo del terminale, strumento tanto amato ma spesso ostico per chi viene da sistemi operativi dove i programmi si installano con un paio di click.
Credo che il vero punto di forza di una distribuzione sia la community che c’è dietro, Ubuntu da questo punto di vista è inarrivabile, troveremo facilmente la soluzione a qualsiasi problema consultando forum e siti di riferimento.

Per provare Ubuntu: Ubuntu
Il sito italiano: Ubuntu-it

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2 commenti su “Ubuntu 16.04 un anno dopo

  1. E dagli al povero terminale. Mi cava dai guai così spesso che non posso che dirne bene. Mi spiace che venga considerato come un qualcosa di ostico: nelle operazioni fondamentali rende le cose più semplici.

  2. […] Ubuntu 16.04 un anno dopo #:sistemi operativi ::: Nerd Slider […]

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