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Manjaro 17

Negli ultimi anni il panorama Linux si è saturato di distribuzioni user friendly, dopo i successi di Mint, dove tutto è studiato per avere un approccio easy, sono nati svariati progetti per catturare l’utenza alle prime armi.
L’utente senior, quello navigato, guarda queste derivate come un giapponese in un ristorante sushi All you can eat italiano.

manjaro

Manjaro 17 si inserisce in questo contesto sfruttando la base Arch e proponendosi come alternativa alle svariate distro pappa pronta Ubuntu based.
Il progetto è solido, la parte relativa all’installazione è affidata ad un tool grafico con tanto di gestione dei driver che ci porterà ad avere un computer funzionale senza dover sbattere su forum et similia alla ricerca del driver perfetto.
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Per quanto riguarda l’interfaccia utente abbiamo la possibilità di scegliere ufficialmente tra KDE e XFCE anche se ci sono altre versioni affidate alla comunità come quella con Cinnamon.
Io ho scelto per il test quella KDE, sicuramente più appagante dal punto di vista visivo e curata dal punto di vista dei pacchetti software con tutto il top delle applicazion KDE.
Le versioni disponibili sono sia 64bit che 32bit, particolare non trascurabile visto che le versioni 32bit ormai son sempre più rare nonostate ci siano ancora molte macchine in circolazione con hardware datato.

Per quanto riguarda la versione KDE avremo il top del parco software attualmente disponibile per questo DE.
Il browser è Firefox, la suite office preinstallata è LibreOffice che garantisce un’ottima compatibilità anche con le suite commerciali, K3b come software di masterizzazione e VLC come player multimediale.
L’editing invece è affidato ai migliori programmi sviluppati per KDE ovvero Kdenlive, DigiKam e Inkscape.
Gli amanti dei videogiochi troveranno già preinstallato Steam, piattaforma videoludica in notevole crescita dal punto di vista Linux con svariati giochi anche Tripla A.

KDE è una delle migliori interfacce grafiche dal punto di vista estetico, Manjaro 17 cerca di sfruttarla per dare una sensazione di omogeneità a tutto il progetto, se il tema di default verde ospedaliero non ci dovesse esaltare avremo a disposizione una selezione già pronta dei migliori temi attualmente disponibili con la possibilità di scaricarne facilmente altri.
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Conclusioni: Il target di questa distro è l’utente che si affaccia per la prima volta sul panorama Linux, la concorrenza c’è ed è anche piazzata bene, distribuzioni come Mint ormai son avanti anche ad Ubuntu. Il progetto comunque a mio avviso è assolutamente valido, avvicinerà qualche utente nuovo al mondo Arch, uno dei panorami più ostici del mondo linux.
Così com’è Manjaro17 copre già tutte le possibili esigenze dell’utente medio senza ulcere gastriche per far bootare il PC.
Per gli utenti senior più scettici ricordate che nel recente passato Fork come Mint hanno dato alla luce DE come Cinnamon e Mate che attualmente sono tra le interfacce più apprezzate del panorama Linux, un Fork può smuovere una situazione stagnante dando stimoli nuovi anche all’ Utenza Senior.

Sito di riferimento: Manjaro

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