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Xiaomi XIAOFANG 1080p IPcam

Xiaomi è entrata a gamba tesa nel mercato europeo grazie a venditori internazionali come Gearbest, dopo il successo di gadget come la Smartband miband2 ho deciso di provare altri dispositivi questa volta dedicati alla domotica.
xiaofang IPCAM

Il gadget della recensione è la Xiaomi Xiaofang 1080p, una IPcam economica dalle grandi potenzialità.
La cam è davvero piccola, un cubo ed è dotata di una base magnetica regolabile in altezza ed inclinazione.

Campi di applicazione: La cam va a braccetto con l’applicazione mi home, probabilmente l’utilizzo più indicato sarebbe quello di cam di sicurezza visto anche la possibilità di attivare features come motion capture e registrazione sul cloud ma potremmo utilizzarla per monitorare un animale domestico o per chi ha bambini piccoli per alzare un occhio mentre si fanno altri servizi per casa.

Settaggi: La cam è legata all’applicazione xiaomi, almeno con l’applicazione ufficiale si avrà un menù mezzo in inglese e mezzo in cinese quindi preparatevi ad andare ad intuito e seguire le immagini per la configurazione iniziale.

Una volta legata la cam all’applicazione potremo dedicarci al settaggio delle regole. La cam può registrare in maniera continua, può essere gestita in modalità timelapse e tramite motion capture può mandarci un allarme sull’applicazione.

La cam è gestita in maniera easy tramite l’applicazione, non ci sono settaggi di rete da fare, né IP da configurare, l’applicazione si preoccupa di gestire la rete garantendo il collegamento anche fuori dalla LAN domestica. La registrazione avviene su scheda Micro SD e i primi secondi di registrazione vengono inviati sul cloud come preview, quindi anche nella remota ipotesi la cam dovesse essere scoperta e portata via dai ladri, 15 secondi di filmato ad alta risoluzione saranno già messi al sicuro sul cloud.

La xiaofang si alimenta via micro USB, nella confezione troveremo un cavetto ed un alimentatore piccolissimo con adattatore per prese EU, il consumo è davvero ridotto quindi potremmo alimentarla anche con un powerbank in cascata giusto per essere sicuri di riprendere tutto anche in mancanza di energia elettrica.

Conclusioni: La xiaofang non è venduta ufficialmente nel mercato italiano quindi non aspettatevi un’applicazione italiana, anche per quanto riguarda l’inglese la traduzione è solo parziale su xiaomi home, i nomi delle periferiche e alcuni settaggi sono in cinese dopo aver scaricato l’applicazione mihome bisognerà settare l’area di utilizzo in Mainland China altrimenti non funzionerà nulla, si riuscirà a capirne il senso solo andando a intuito seguendo le illustrazioni.
Attualmente la xiaofang è disponibile in offerta a 17.79€ ma il prezzo su gearbest varia in base alle offerte lampo, solitamente non supera di molto le 20€, ci sono due versioni, una solo per il mercato cinese l’altra per il mercato Europeo e Americano, per l’Europa bisogna acquistare: Xiaomi xiaofang Smart 1080P WiFi IP Camera European and American Version.

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Xiaomi Mi Band 2: Visualizzare ID Chiamate e testo dei messaggi

La Xiaomi Miband2 è una delle smartband più vendute, complice il prezzo bassissimo (circa 20€ in offerta) ha conquistato anche la fascia di mercato dei curiosi che non avrebbero mai comprato una smartband per uso sportivo.
Io la presi poco dopo il lancio e da Agosto 2016 ormai è diventata un componente essenziale di quello che gli americani chiamano EDC (EveryDay Carry)

Nella recensione della MiBand2 avevo sottolineato delle carenze del lato software come la mancanza di icone dedicate alle varie applicazioni o delle notifiche relative solo alla tipologia di messaggio, alcune volte sostituite da una scritta APP generica, a questa carenza hanno ottemperato le applicazioni di terze parti. Miband2 tools

Tra le varie Applicazioni Shareware,spesso imbottite di banner pubblicitari, ho deciso di puntare su quella a pagamento Tools & Mi Band (2.99€), quest’applicazione lavora in tandem con l’applicazione MiFit quindi non avremo problemi di incompatibilità o peggio non dovremo ricorrere alla rimozione forzata dell’applicazione ufficiale.
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Features:
ID chiamate e ID Messaggi sono sicuramente la parte più interessante,
Per quanto riguarda le ID Chiamate non c’è molto da dire, il Miband2 visualizzerà il nome contatto o il numero della chiamata in entrata.
Per i messaggi si può utilizzare la preview di lettura che ci permetterà di non prendere proprio il telefono da tasca.
Potremo agganciare al pannello notifiche qualsiasi tipo di applicazione, che siano social o e-mail, troveremo l’anteprima del messaggio in scorrimento sul nostro bracciale Xiaomi.
Tra le opzioni fondamentali delle notifiche c’è la possibilità di settare un task manager dove potremo selezionare l’orario per le singole applicazioni, opzione utilissima per non essere svegliati nel sonno da e-mail di spam o notifiche inutili.
C’è un’opzione Cardio che permette di monitorare in maniera continua o a intervalli prestabiliti il battito con tanto di grafico.
La sveglia andrà programmata dal bracciale e potremo personalizzare il nome o l’icona a tema.
I passi saranno indicati dal widget dove potremo scegliere cosa visualizzare tra battiti, Km, calorie e livello batteria.

Conclusioni:

Tools & Mi Band aggiunge features fondamentali alla MiBand2, ci sono altre applicazioni shareware che promettono più o meno features simili ma questa per ora è il top e permette di continuare ad utilizzare l’applicazione ufficiale, pagare una birra allo sviluppatore mi sembra dovuto.

L’applicazione è scaricabile dal Google Play: Tools & Mi Band

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Ubuntu 17.04: GNOME Is Back!

Ubuntu è sicuramente una delle distro più conosciute, ha il merito di aver avvicinato l’utente casual al mondo linux, fu definito “Linux for Human Beings”, la versione 17.04 è ormai in dirittura di arrivo e senza alcuna novità di rilievo potrebbe essere la versione di svolta.
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Mark Shuttleworth con un annuncio a sorpresa ma soprattutto a pochi giorni dal lancio della 17.04, ha decretato la morte di Unity e del progetto Ubuntu Phone motivando il tutto con uno spostamento di interesse e capitali verso il mondo IoT, Server e Cloud.
Questa versione quindi arriva con un DE Unity dal destino già segnato e visto che le prossime release avranno come DE GNOME perché non cominciare a puntare già su questo?

GNOME 3.24 si presenta con qualche novità di rilievo, la prima è una modalità notturna GNOME Night Light che permetterà di preservare la vista adattando la luminosità e la tonalità di colore alla fascia oraria. Una funzione vista recentemente anche su Windows10 CU ma in questo caso non potremo scegliere la tonalità di colore.

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La sezione notifiche è stata migliorata e integra ora anche il Meteo, il widget non è certo una roba da strapparsi i capelli ma fa il suo lavoro.

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La sezione Giochi è ottima per gestire giochi nativi ed emulazione con tanto di launcher per il retrogaming.
Punto fondamentale per GNOME 3.24 è la possibilità di gestire la doppia GPU, per i computer con doppia scheda grafica è possibile selezionarne una per eseguire giochi o applicazioni.

Prime reazioni della comunità: Da un lato Haters di Unity hanno esultato con evoluzioni circensi, gioia spesso incomprensibile visto che usavano altre distro, dall’altro si sono avuti apprezzamenti per la scelta di GNOME e manifestazioni di benvenuto da parte dei Team di sviluppo di Red Hat e Fedora.
Come al solito non mancano gli scontenti ma sono stati subito consolati dalla promessa di un Fork, si perché un Fork non si nega proprio a nessuno.

GNOME è sicuramente un DE moderno e la standardizzazione dell’ interfaccia renderà sicuramente più facile la vita agli sviluppatori non dovendo sbattere con accrocchi e magagne per visualizzare in modo decente le applicazioni. Tutto rose e fiori? In reatlà No perché GNOME non è certo il DE più leggero e l’uso su macchine datate o poco performanti in termini hardware rende l’esperienza davvero frustrante, qui entra in gioco la vera novità della versione 17.04, la release ufficiale di Ubuntu Budgie.

Ubuntu Budgie é un DE nuovo entrato subito nelle grazie dell’utenza Ubuntu, l’interfaccia si compone di una barra laterale per le applicazioni, un menù launcher e una barra notifiche personalizzabile, l’aspetto è piacevole e moderno ma soprattutto non impegna troppe risorse, certo non è XFCE ma non stressa neanche i computer più datati.
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Considerazioni personali: Io solitamente vedo la diversificazione come un elemento positivo e un po’ mi dispiace per l’abbandono di Unity, era il DE collaudatissimo dove funzionava tutto, dalle notifiche all’integrazione delle applicazioni, spero che GNOME venga portato a breve agli stessi livelli. Nel panorama Linux dove le risorse non sono infinite la diversificazione può risultare uno spreco di risorse, unire le forze e rendere la vita facile agli sviluppatori può diventare il punto di svolta del desktop linux.
Ubuntu 17.04 verrà rilasciato il 13 Aprile 2017 per informazioni e download potete consultare il sito ufficiale: Ubuntu

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Windows10 Creators Update: Anteprima

Nuovo update gratuito per Windows10, 11 aprile 2017 è la data stabilità per il roll-out ufficiale di Windows10 Creators update.

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Novità degne di nota

Game Mode: questa è una delle features più apprezzate dai gamers fanatici dei benchmark, il sistema operativo sospenderà qualsiasi processo non essenziale per dedicare tutte le risorse al gaming, la funzione non avrà bisogno di settaggi con giochi del windows store, cosa diversa per quelli scaricati da altre piattaforme tipo Steam o Origin. Intendiamoci questa funzione non è niente di trascendentale, applicazioni come Game Booster avevano più o meno le stesse features ma trovarla già integrata nel sistema operativo è sicuramente più comodo e immediato.
Sempre per il versante gaming c’è l’integrazione di Beam per lo streaming dei gameplay.

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Sicurezza: Windows Defender Security Center, ora si propone come un centro di comando dove poter gestire Firewall, Antivirus, Applicazioni ma probabilmente la funzione più interessante è quella Opzioni Famiglia dove si possono limitare le funzionalità e i siti web visitabili dal dispositivo, molto utile nel caso di bambini in casa.

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Modalità Notte: Si tratta di un filtro applicabile allo schermo scegliendo il colore preferito e serve per avere un impatto meno violento in orari serali quando l’occhio è già stanco. Si può attivare con l’orologio o impostarlo manualmente.

Modellazione 3D e realtà aumentata: Questa versione di windows10 spinge molto sul 3D e sulla mixed reality, Paint si da una svecchiata e passa alla modellazione 3D, Edge si prepara per la visualizzazione di contenuti VR.

Modalità di upgrade: Se tutte queste nuove features vi avessero incuriosito ci sono già diversi modi di accedere legalmente all’upgrade, i primi a riceverlo sono gli utenti del circuito Windows Insider in modalità veloce, alternativa è usare l’update assitant presente sul sito della microsoft forzando l’aggiornamento manualmente. Io personalmente consiglio di aspettare qualche giorno e accedere all’upgrade dal rollout ufficiale.

Conclusioni: Da insider ho avuto accesso in anteprima a questo upgrade, attualmente risulta leggermente più pesante della versione precedente, non ho avuto grossi bug tranne qualche chiusura imprevista di qualche applicazione. Consiglio l’upgrade a chi ha una macchina performante e chi non usa il PC per lavoro, per gli altri conviene aspettare l’ottimizzazione del sistema. Per velocizzare il menù start su hardware ipodotato si può utilizzare Classic Shell.

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Logitech K400 Plus: Ottima tastiera da divano

In questi anni abbiamo visto la migrazione dei PC dalle classiche scrivanie ai salotti per diventare dei veri Media Center e poter gestire le librerie multimediali o i tanto amati servizi streaming.
Si va dai Mini-PC Android con KODI ai più costosi HTPC (Home Theatre Personal Computer) assemblati con tutte le attenzioni del caso per garantire il silenzio più assoluto durante la proiezione dei film.
Parte fondamentale in questo setup da salotto è la tastiera, ovviamente le classiche tastiere da scrivania risultano scomode da gestire dal divano, si opta quindi per qualcosa di compatto ma funzionale, la mia scelta dopo vari test è ricaduta sulla Logitech K400 Plus.
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Punto fondamentale a favore di questa tastiera è la compatibilità trasversale, secondo le specifiche riportate sul sito è “Progettata per l’utilizzo con Windows® 7, Windows 8, Windows 10 e versioni successive, Android™ 5.0 o versioni successive e Chrome OS™” ma io la uso tranquillamente con l’hackintosh adibito a HTPC e l’ho testata anche con la Smart TV Samsung con sistema Tizen senza particolari problemi.

La tastiera è alimentata da due batterie stilo AA,la durata dichiarata sembra arrivare anche a 18 mesi. Installazione plug-and-play, si inserisce il ricevitore Unifying in una porta USB e la tastiera viene riconosciuta. Con il ricevitore della tastiera si possono connettere al computer fino a sei dispositivi Unifying.
Tra le features della tastiera troveremo tasti funzione dedicati, comodi soprattutto quelli del volume che troviamo posizionati sul touchpad.
Esteticamente questa tastiera è disponibile in 2 varianti, in nero con dettagli gialli o bianca con dettagli azzurri. Al tatto da una sensazione di robustezza ed i tasti hanno una corsa piacevole, il touchpad è preciso come pochi, sicuramente oltre la media di quelli presenti sui notebook.

Il prezzo di listino di questa tastiera sul sito della Logitech è di 45.99€ ma si può trovare facilmente in offerta a poco più di 30€ spedita.

Sito di riferimento: Logitech K400 Plus

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Ubuntu 16.04 un anno dopo

Ubuntu è una delle distribuzioni linux più utilizzate, sicuramente una delle più famose tra gli utenti casual, spesso odiata dall’utenza Pro per scelte commerciali, ha comunque il merito di aver introdotto molti utenti al mondo linux e attirato l’interesse di software house e piattaforme imponenti come Steam.

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Perché recensire una LTS ad un anno dal rilascio? Semplicemente perché dopo un anno questa versione è arrivata ad un grado di maturità perfetta, i bug dei primi mesi relativi soprattutto al comparto video son spariti. Il supporto LTS esteso fino al 2021 ne fanno una distribuzione consigliata anche in ambito lavorativo dove non si ha molto tempo per aggiornare le macchine e più che le ultime features si ha bisogno di stabilità.

Parco software: Il vero punto di forza di Ubuntu è che tutto il software di terze parti e professionale è studiato tenendo come distro di riferimento Ubuntu e Red Hat, questo significa installazioni facili e pulite senza dover impazzire con dipendenze non soddisfatte e incompatibilità di sorta.
Il software preinstallato è essenziale, si va da LibreOffice come suite da ufficio, Thunderbird come client di posta, Firefox come browser e Rhythmbox per la gestione della libreria musicale.
Tra le applicazioni migliori consigliate per completarlo sicuramente c’è Gimp (software di editing fotografico), Kdenlive (editor video), Steam per i videogiocatori accaniti,
K3B (software di masterizzazione), VLC (lettore multimediale), Spotify per gli amanti della musica in streaming.
Il software si può installare dal pratico e rinnovato Ubuntu Software che oltre a gestire le applicazioni ci darà la possibilità di controllarne gli aggiornamenti, tutto molto facile per l’utente medio abituato agli Store per Smartphone.

Interfaccia e personalizzazione:
La versione classica di Ubuntu è rilasciata con Unity, uno dei DE più discussi, amato o odiato senza mezze misure, se il viola di Unity e le icone classiche vi avessero ormai stancato potrete provare a tirarne fuori il massimo della personalizzazione installando
Unity Tweak Tool, su siti come Noobslab troveremo una selezione dei migliori temi e set di icone.
L’alternativa è provare altri DE, si va da Mate a Cinnamon passando per GNOME c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Questo è il mio desktop giusto per farvi un esempio:
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Conclusioni: Il panorama Linux ormai è pieno di distribuzioni, molte sono Ubuntu based, per alcuni utenti “pro” Ubuntu non è neanche Linux solo perché rende tutto facile e allontana dall’utilizzo del terminale, strumento tanto amato ma spesso ostico per chi viene da sistemi operativi dove i programmi si installano con un paio di click.
Credo che il vero punto di forza di una distribuzione sia la community che c’è dietro, Ubuntu da questo punto di vista è inarrivabile, troveremo facilmente la soluzione a qualsiasi problema consultando forum e siti di riferimento.

Per provare Ubuntu: Ubuntu
Il sito italiano: Ubuntu-it

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Manjaro 17

Negli ultimi anni il panorama Linux si è saturato di distribuzioni user friendly, dopo i successi di Mint, dove tutto è studiato per avere un approccio easy, sono nati svariati progetti per catturare l’utenza alle prime armi.
L’utente senior, quello navigato, guarda questi Fork come un giapponese in un ristorante sushi All you can eat italiano.

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Manjaro 17 si inserisce in questo contesto sfruttando la base Arc e proponendosi come alternativa alle svariate distro pappa pronta Ubuntu based.
Il progetto è solido, la parte relativa all’installazione è affidata ad un tool grafico con tanto di gestione dei driver che ci porterà ad avere un computer funzionale senza dover sbattere su forum et similia alla ricerca del driver perfetto.
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Per quanto riguarda l’interfaccia utente abbiamo la possibilità di scegliere ufficialmente tra KDE e XFCE anche se ci sono altre versioni affidate alla comunità come quella con Cinnamon.
Io ho scelto per il test quella KDE, sicuramente più appagante dal punto di vista visivo e curata dal punto di vista dei pacchetti software con tutto il top delle applicazion KDE.
Le versioni disponibili sono sia 64bit che 32bit, particolare non trascurabile visto che le versioni 32bit ormai son sempre più rare nonostate ci siano ancora molte macchine in circolazione con hardware datato.

Per quanto riguarda la versione KDE avremo il top del parco software attualmente disponibile per questo DE.
Il browser è Firefox, la suite office preinstallata è LibreOffice che garantisce un’ottima compatibilità anche con le suite commerciali, K3b come software di masterizzazione e VLC come player multimediale.
L’editing invece è affidato ai migliori programmi sviluppati per KDE ovvero Kdenlive, DigiKam e Inkscape.
Gli amanti dei videogiochi troveranno già preinstallato Steam, piattaforma videoludica in notevole crescita dal punto di vista Linux con svariati giochi anche Tripla A.

KDE è una delle migliori interfacce grafiche dal punto di vista estetico, Manjaro 17 cerca di sfruttarla per dare una sensazione di omogeneità a tutto il progetto, se il tema di default verde ospedaliero non ci dovesse esaltare avremo a disposizione una selezione già pronta dei migliori temi attualmente disponibili con la possibilità di scaricarne facilmente altri.
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Conclusioni: Il target di questa distro è l’utente che si affaccia per la prima volta sul panorama Linux, la concorrenza c’è ed è anche piazzata bene, distribuzioni come Mint ormai son avanti anche ad Ubuntu. Il progetto comunque a mio avviso è assolutamente valido, avvicinerà qualche utente nuovo al mondo Arc, uno dei panorami più ostici del mondo linux.
Così com’è Manjaro17 copre già tutte le possibili esigenze dell’utente medio senza ulcere gastriche per far bootare il PC.
Per gli utenti senior più scettici ricordate che nel recente passato Fork come Mint hanno dato alla luce DE come Cinnamon e Mate che attualmente sono tra le interfacce più apprezzate del panorama Linux, un Fork può smuovere una situazione stagnante dando stimoli nuovi anche all’ Utenza Senior.

Sito di riferimento: Manjaro