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Home Theater Personal Computer

HTPC è l’acronimo di Home Theater Personal Computer ed è il centro multimediale della casa. Ormai ci si affida a TV Box Android per gestire il tutto semplicemente collegati al televisore ma niente ci impedisce di adibire un vecchio PC all’uso. In questo articolo elencherò alcuni dei software must have multi-piattaforma (Windows, MacOS e Linux) che ci permetteranno di godere al meglio dei contenuti multimediali sia in locale che in streaming. Personalmente ho adibito un Mac Mini a questo scopo ma se doveste utilizzare un PC, ricordatevi che non serve tanto un PC pompato quanto un PC silenzioso, quindi dovrete ottimizzare la resa delle ventole magari sostituendole con versioni ultra-silent, altra caratteristica importante è lo storage, i files multimediali occupano sempre più spazio con i formati ad alta risoluzione quindi converrà investire in Hard Disk da qualche Tera.

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KODI

Nasce come XBMC ed è ancora oggi il miglior player mai sfornato per una console, nello specifico la prima XBOX. Dopo il cambio di nome ed una riorganizzazione dell’interfaccia è diventato il top dei mediacenter a piattaforme unificate.
Permette di caricare plugins dedicati allo streaming, gestire la propria libreria multimediale tenendo tutto in perfetto ordine e aggiornando copertine e titoli direttamente da internet.
Sito Web: KODI

PLEX

Plex ha il compito di organizzare la libreria multimediale, si potrà gestire il tutto come se fosse un NAS e collegarsi dagli altri dispositivi per usufruire dei contenuti.
Sito Web: PLEX

VLC

Per visualizzare qualsiasi tipo di formato multimediale avremo bisogno di questo player tanto semplice quanto efficace. In rete ci sono anche parecchie skins per personalizzarlo a piacimento.
Sito Web: VLC

SPOTIFY

Un mediacenter che si rispetti non può fare a meno di Spotify ormai un servizio must have dove potremo ascoltare in streaming quasi tutti i più grandi artisti.
Sito Web: SPOTIFY

VIRTUAL DJ

Due piatti ed un mixer virtuale dove poter far scorrere le nostre playlist. Disponibile solo per Windows e MacOS.
Sito Web: VIRTUAL DJ

MIXXX

Altro software da DJ ma dedicato anche agli utenti Linux.
Sito Web: MIXXX

Handbrake

Gestendo files multimediali potremo aver bisogno di un software per rippare e convertire, Handbrake fa il suo sporco lavoro senza problemi.
Sito Web: HANDBRAKE

STEAM

Ho lasciato in ultimo i videogiochi perché ci sono ormai le consoles dedicate che fanno questo mestiere ma Steam è una piattaforma con un grandissima varietà di giochi anche free-to-play che ci permetterà di aggiungere features videoludiche al nostro HTPC praticamente a costo zero. I limiti hardware e la compatibilità del sistema operativo vi faranno scremare i titoli disponibili ma sicuramente troverete qualcosa di interessante anche per macchine non troppo pompate. Consiglio la modalità Big Picture, è nata per emulare la dashboard delle console e permette di gestire più facilmente i titoli direttamente dal divano.
Sito Web: STEAM

Conclusioni

Questi softwares sono sicuramente il top per un mediacenter ma potremmo inserirne anche altri in base alle nostre esigenze, Emulatori, software per la gestione delle radio in streaming e lettori feed RSS. Ultima nota, considerate che dovrete gestire il tutto dal divano quindi una tastiera wireless è d’obbligo, io personalmente utilizzo una Logitech K400 Plus che consiglio soprattutto per il supporto multi-piattaforma ma il mercato è talmente ampio che avrete solo l’imbarazzo della scelta.

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Elementary OS 5.0 Juno: Anteprima

Elementary OS nasce strizzando l’occhio agli amanti della mela morsicata, distro Ubuntu based, si ritaglia da subito la sua fetta di utenza attraendo in modo trasversale utenti Windows, Linux e MacOS.

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Il punto di forza di questa distro è la cura dei particolari, pantheon è l’ambiente desktop dedicato, tanto semplice nell’impostazione quanto curato nei dettagli. Sopra a sinistra troveremo un menù applicazioni, sopra a destra una barra notifiche e controlli come wifi e batteria, in basso troveremo la dock,

Il parco software è ridotto all’osso, la filosofia è in piena controtendenza con le altre distro Ubuntu based, oltre al browser Epiphany e alcune applicazioni multimediali dedicate, troveremo ben poco.
Come software fondamentale per la fase di post-installazione consiglio vivamente LibreOffice, Gimp e Chromium a mio avviso molto più versatile come browser anche se pagheremo pegno in prestazioni.

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Nello store troveremo il parco software di Ubuntu, la versione 5.0 Juno si basa su Ubuntu 18.04, oltre a queste applicazioni troveremo software dedicato alla distro che segue la filosofia Pay-What-You-Want, probabilmente offrirà qualche stimolo in più agli sviluppatori che sicuramente non vivono di sola gloria.

La distro, ancora in versione beta, pesa circa 1.5GB, è sicuramente una delle distro più belle del momento, interfaccia curatissima nella grafica, nei suoni e nelle animazioni, il tutto paradossalmente conserva una leggerezza da fare invidia ai DE più spartani.

Per chi fosse curioso di saperne di più lascio il link al sito ufficiale: elementary OS

La beta della versione 5.0 è già scaricabile nell’apposita sezione sviluppatori, si può provare live o decidere di installarla, logicamente è ancora una beta quindi da usare con le pinze anche se è già piuttosto stabile.

 

 

 

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Linux Mint 19 Tara

La prima Distro non si scorda mai, una Domenica come tante mi recai in edicola in cerca di qualcosa da sfogliare, Linux PRO catturò la mia attenzione, in allegato c’era Linux Mint 10, ne avevo sentito parlare da qualche utente Ubuntu ma non sapevo nulla di questa Distro. Inserito il DVD con mio sommo stupore vidi che era già tutto perfettamente funzionante in modalità Live ed esteticamente appagante, niente di complicato, un mondo lontanissimo da quello che mi era stato prospettato da amici amanti delle Distro “pure” talmente complicate da risultare ostiche e tenermi lontano dal mondo del pinguino.
Oggi Linux Mint è ancora la Distro che uso sul mio PC principale senza mai un problema di compatibilità e facendomi apprezzare la stabilità e pulizia di un sistema Linux senza troppi sbattimenti.

cinnamon

 

Appena rilasciata la versione 19, nome in codice Tara, nelle varianti Cinnamon, MATE e XFCE  32/64-bit non posso far altro che testarla.
La distro come sempre si rivolge ad un pubblico Easy che non vuol sbattere troppo con accrocchi per tenere semplicemente acceso il PC.
Il software è quello di base ma troveremo tutto quello che ci servirà per garantire le funzioni principali di un computer casalingo, da LibreOffice a Gimp per quanto riguarda la parte ufficio, Rhytmbox e VLC per gestire i file multimediali, Firefox come browser predefinito.
In aggiunta a questo software troveremo le X-Apps:
Xed: Editor di testo.
Xviewer: Visualizzatore di immagini.
Xreader: PDF reader.
Xplayer: Un player basato su Totem come player di default per musica e video.
Pix: Software per catalogare e organizzare le foto.

Novità

Timeshift
Grazie a Timeshift puoi tornare indietro nel tempo e ripristinare il tuo computer all’ultimo snapshot del sistema funzionale. Se qualcosa dovesse andare storto, potrai tornare allo snapshot precedente ed è come se il problema non fosse mai successo.

HiDPI
Il supporto HiDPI migliora con ogni nuova versione. Tutti gli strumenti Linux Mint utilizzano GTK3 e supportano l’HiDPI. Mint-Y, il tema icona predefinito, viene fornito con icone “@ 2x” che appaiono nitide in HiDPI.

L’installazione di eventuale software aggiuntivo può avvenire sia da terminale che senza grandi sbattimenti da un software center molto facile da utilizzare dove troveremo i software più diffusi catalogati per tipologia. Un driver manager ci guiderà in maniera molto facile nella ricerca dei driver aggiuntivi anche proprietari.

Le due versioni Cinnamon e MATE sono le principali, XFCE è consigliato solo a computer del paleolitico, le distro hanno target diverso, la prima è un DE piuttosto moderno che integra le applicazioni in maniera perfetta, unico neo non è il massimo della leggerezza e per i computer più datati o per i patiti delle prestazioni ad ogni costo è più indicato MATE, un fork di GNOME2 tanto semplice quanto efficace, è praticamente l’AK47 dei DE Linux, piuttosto spartano ma il risultato è garantito.
Come prestazioni posso dirvi che la versione MATE gira perfettamente su un netbook datato come l’Acer Aspire ONE ZG5 senza il minimo impuntamento per Cinnamon vi consiglio invece l’installazione su macchine più performanti magari con scheda video dedicate, non che sia pesantissimo ma la differenza con MATE è netta.

Per me son le cose semplici ad attirare la gente in questo mondo quindi Distro basate su Ubuntu andrebbero considerate in maniera diversa anche da chi storce il naso davanti a contaminazioni e materiale proprietario.
Linux Mint è stata ampiamente pubblicizzata anche nella serie Mr.Robot, una delle serie TV più apprezzate del mondo Nerd, per saperne di più vi rimando all’articolo relativo: Mr. Robot: Sistemi Operativi

Sito ufficiale: Linux Mint 

 

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TV Box Beelink GS1 Recensione

Nell’era delle Smart TV sembrerebbe anacronistico parlare ancora di TV Box ma i limiti software delle Smart TV escono subito, sopratutto dopo la scelta di diversi brand di passare a sistemi operativi proprietari. Basterà cercare di installare un’applicazione IPTV decente o un mediacenter come KODI per correre a comprare un TV Box.

Il panorama dei TV Box è molto vasto, la prima scelta è sul sistema operativo, si spazia da Windows ad Android con rare eccezioni Ubuntu Based.
Ho scelto Android perché è il migliore come prestazioni ed ha un parco software davvero vasto. Ho deciso di comprare il GS1 solo perché Beelink ha dimostrato qualità costruttiva sui precedenti modelli e una GUI dedicata che non fa sembrare la TV un tablet gigante.

gs1

Scheda tecnica:

  • CPU:ALLWINNER H6 Quad-Core CPU 1.8 GHZ
  • GPU: Mali T720
  • RAM: 2GB DDR3
  • ROM: 16GB + micro SD slot
  • Bluetooth 4.1, 1000M Gigabit Ethernet, dual-band WiFi 2.4G / 5.8G
  • OS: Android 7.1 Nougat
  • Formati supportati:
    UHD 6K 30fps
    UHD 4K 60fps
    HDR10
    HLG
  • USCITE AUDIO: HDMI/SPIDF
  • USB 3.0/USB 2.0

Confezione 

Nello scatolo curatissimo troveremo tutto il necessario per rendere subito operativo il GS1 senza dover cercare cavi o adattatori. Il telecomando fa il minimo sindacale, consiglio vivamente di comprare una mini tastiera per scrivere,con il telecomando in dotazione è davvero un’impresa digitare un titolo non vi dico una frase di senso compiuto nel caso voleste utilizzare il TV Box anche per i social. Io personalmente utilizzo una Logitech K400 plus ma una tastiera da 10/15€ andrà bene ugualmente ne potete trovare quante ne volete su Amazon o su Gearbest, da valutare se scegliere quella WiFi o sfruttare il bluetooth e risparmiare una porta USB con la possibilità di poterla sfruttare anche con Smartphone o Tablet.

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Campo di utilizzo

Questo TV Box ha potenza da vendere quindi oltre al classico utilizzo da mediacenter si potrà utilizzare come vero Mini PC Android, le applicazioni ormai ci son tutte ma dedicherò un articolo a parte quindi non mi dilungherò nell’elencarle.
I giochi vanno tranquillamente anche se l’ideale sarebbe procurarsi un pad dedicato per utilizzarlo come mini console Android, lo stesso vale per gli emulatori.

Prestazioni

Partendo dal presupposto che i contenuti reperibili per lo streaming son quasi tutti 1080p sarà difficile mettere in difficoltà questo box, il 4k l’ho provato su qualche video demo e va tranquillo ma la mia connessione non mi permette di streammare contenuti così pesanti in maniera fluida.

Conclusioni

Il Beelink GS1 è sicuramente più costoso di alternative di brand cinesi ma la qualità costruttiva è davvero un altro mondo, dalla cura dei materiali alla progettazione complessiva.
A livello di porte e connettività è il top, c’è tutto quello che si possa desiderare su un piccolissimo dispositivo, in offerta si può trovare a poco più di 50€, al lancio era più facile trovarlo in offerta ora il prezzo di vendita è circa 65€.
Da tenere presente che il TV Box è venduto con i diritti di Root, applicazioni come Netflix vanno scaricate dal market proprietario, non è certificato per il 4K Netflix anche avendo le caratteristiche hardware superiori a modelli che hanno ottenuto la certificazione, doveste aver bisogno di un TV Box certificato Netflix 4k attualmente l’unica soluzione economica è lo Xiaomi Mi box.

 

 

 

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Pimp your MacOS

MacOS è uno dei sistemi operativi più amati in assoluto, già dalla nascita ha fatto dell’interfaccia grafica il suo punto di forza. Progettato per essere user friendly soprattutto per l’utente medio, ha catturato anche l’attenzione dell’utenza professionale che ne ha fatto un Must Have.

Con queste premesse sembrerebbe un sistema operativo perfetto e difficilmente migliorabile ma non uso solo MacOS e come utente trasversale ho dovuto colmare le lacune di questo OS con una manciata di applicazioni che ho deciso di condividere con voi.

 

  1. iStat Menus
    La dashboard più bella in assoluto, i menù scendono a cascata dalla barra con tutte le informazioni del caso, potremo monitorare consumi, temperature, spazio con tutte le statistiche immaginabili. Utilissimo per capire i limiti della macchina e le applicazioni che spremono di più l’hardware.
    Altra opzione davvero interessante è quella della gestione delle ventole, potrete facilmente portare la temperatura a livelli ottimali evitando i surriscaldamenti.
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  2. Mega Sync
    Lo spazio sul Cloud fornito di default basta giusto per lo storage di documenti,
    si può decidere di acquistare dello spazio aggiuntivo e con poco meno di un euro al mese potremmo avere 50GB ma ci sono alternative gratuite che danno 50GB  di spazio gratis crittografato. La mia preferita è Mega, con l’applicazione Mega Sync potremo sincronizzare una cartella con i files da salvare sul cloud. L’accesso a Mega è disponibile anche per i dispositivi mobile con le relative Apps quindi potremo sincronizzare un po’ tutto agevolmente e accedere alla libreria multimediale da qualsiasi browser.
    Mega Sync


     

  3. AppCleaner
    Quest’applicazione si occupa di tenere pulito il Mac, trascinando l’applicazione in AppCleaner verrà disinstallata perfettamente e senza files residui.
  4. Amphetamine
    Il compito di questa piccola applicazione è quello di tenere sveglio il Mac, le opzioni sono varie e si potrà scegliere di settare degli orari o di avviarla in automatico al login.
  5. Spectacle
    Le applicazioni sul desktop hanno bisogno di essere utilizzate con un certo ordine, Spectacle si occupa di organizzare le applicazioni utilizzando una serie di scorciatoie da tastiera.Spectacle
    Conclusioni
    Con queste applicazioni MacOS è molto più godibile e tutto l’hardware è sotto controllo, avrete sempre la certezza di avere un sistema ottimizzato con backup annesso.

 

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Batteria collegata ma non in carica

Uno degli errori più frequenti relativi alle batterie dei notebook è il messaggio “Batteria collegata ma non in carica”. I tutorial in rete si sprecano ma io non ne ho trovato neanche uno risolutivo, avendo risolto a modo mio ho deciso di condividere la mia esperienza.

batteria

Ho un vecchio netbook con Windows7 che utilizzo per le riparazioni, non usandolo spesso la batteria era scesa a 0% con relativo popup “Batteria collegata ma non in carica”. Dopo venti video su youtube e una decina di tutorial copia & incolla decisamente inutili, ho pensato di fare da me.

Il problema non era hardware ma software considerando che la batteria era anche nuovissima, per far partire la carica della batteria ci deve essere un input software, ho deciso quindi di piallare Windows7 e installare Linux.

La distro utilizzata è Ubuntu, per l’installazione ci vogliono pochi minuti, ho optato per un’installazione normale e non un dual boot per andare sul sicuro. Appena finita l’installazione la batteria è stata correttamente riconosciuta ed è partita la ricarica.

Per chi volesse utilizzare la procedura:

  • Se non siete capaci di formattare un PC e installare un sistema operativo state fermi e rivolgetevi ad un tecnico ed in ogni caso fatevi un backup dei vostri files prima di piallare tutto.
  • Questa procedura funziona con batterie non esaurite ma semplicemente gestite male dal sistema operativo.
  • Scaricate una versione compatibile con le risorse hardware del notebook, nel caso di PC datati che non dovessero supportare Sistemi operativi a 64bit optate per Xubuntu in versione 32bit.
  • Linux riconoscerà immediatamente la batteria e ripristinerà la corretta procedura di carica ma io vi consiglio di tenerlo installato almeno una settimana, non tanto per la possibilità che il problema si ripresenti immediatamente dopo aver ripristinato Windows quanto per provare un sistema operativo diverso che ha nulla da invidiare ai sistemi operativi commerciali.

    Per scaricare Ubuntu vi rimando al sito ufficiale: UBUNTU

 

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Resuscitare un Tablet con SlimRoms

Android è oggi il sistema mobile più diffuso su smartphone, diffusione a macchia d’olio grazie anche ai costi contenuti degli entry level ed una fascia media davvero performante capace di ovviare agli utilizzi standard senza far rimpiangere i top di gamma.
Tutto rose & fiori? Proprio per niente…Quando l’open cozza con gli interessi commerciali cominciano le contraddizioni più assurde, avremo dispositivi di fascia media di poco più di un anno relegati a versioni OS datate ed entry level ipodotati sfornati con l’ultimo OS disponibile.

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In questo panorama assurdo la via della salvezza è indicata dalla filosofia Open, gruppi come SlimRoms sfornano ROM aggiornate andando oltre i presunti limiti hardware e rendendo  Tablet & Smartphone fluidi come non mai.

Il Tablet recuperato è un Tab2 3110:

OS Android 4.0.3 (Ice Cream Sandwich), 4.1.1, upgradable to 4.2.2 (Jelly Bean)
Chipset TI OMAP 4430
CPU Dual-core 1.0 GHz
GPU PowerVR SGX540

Le caratteristiche tecniche ormai lo destinerebbero a morte certa, per non parlare del sistema operativo ormai fermo a Jelly Bean.
La ROM preparata da SlimRoms ha il vantaggio di essere essenziale e senza fronzoli, interfaccia spartana quanto basta per non appesantire il sistema ma decisamente funzionale.

I vantaggi in termini di prestazioni e la possibilità di installare software compatibile con Android 6 ( c’è anche una versione 7.x ma in beta) ne fanno sicuramente la scelta migliore. A me personalmente serviva KODI 17.3 e l’unico modo per installarlo era aggiornare il tablet con una ROM cucinata visto che non è compatibile con le versioni vecchie di Android e il risultato è andato oltre le aspettative.
La gestione degli utenti permetterà di avere diversi profili sullo stesso Tablet, utile per un uso familiare. La gestione della memoria permetterà di scegliere se formattare la memoria Micro-SD Come memoria del dispositivo con la possibilità di poter spostare applicazioni e non occupare velocemente la memoria interna.

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PRO

Cosa si può fare con un Tablet del 2012 con queste caratteristiche?
Si può installare un mediacenter come KODI per guardare TV in streaming e ordinare i nostri file multimediali (compatibilmente con la capacità della memoria micro-SD esterna), ascoltare musica con Spotify,  social vari ed eventuali, leggere news con Feedly e qualche giochino non troppo esoso di risorse. Un tablet da battaglia da usare sotto l’ombrellone senza pensieri.

CONTRO

1) Installare una ROM cucinata invalida la garanzia del dispositivo (non è il mio caso visto che il dispositivo ha più di 5 anni).
2) In rari casi è possibile brickare il terminale e relegarlo a ruolo di fermacarte sulla scrivania.
3) Se non avete mai flashato una ROM fatevi supportare da qualcuno pratico, non è una roba trascendetale ma ci vuole un minimo di dimestichezza con i programmi, bisogna saper installare una recovery modificata ed i drivers per far riconoscere il dispositivo al computer.

Sito di riferimento: SlimRoms